Fassina è il titolare di una linea di politica economica certificata diversi mesi fa da alcune assise di partito e assunta dal segretario. A prescindere da quello che è accaduto nel frattempo nel mondo (ovvero: di tutto), Fassina ha stiracchiato parecchio quella linea e si è esposto spesso e generosamente, su molti temi, con posizioni rispettabili ma destinate a essere travolte dai fatti. Mettendone in fila alcune: la liquidazione delle politiche proposte da Bce e Ue come mera aggressione neoliberista al nostro modello sociale; l’adesione alle manifestazioni Fiom contro la revisione del modello contrattuale; l’avversione alla norma sul pareggio di bilancio nella Costituzione; l’opposizione alla patrimoniale e perfino alla reintroduzione dell’Ici; la resistenza a qualsiasi revisione del sistema previdenziale; da ultimo, la presa di distanza da Monti fino ad auspicarne la caduta entro pochi mesi per votare nella primavera 2012. Alcune di queste posizioni sono state poi corrette dall’interessato (come quelle sul fisco), altre no anche se appaiono ormai superate dagli eventi.